A spasso con Darwin

Ecco la mia intervista immaginaria a Charles Darwin per il corso di Comunicazione Scientifica (a.a. 2011/2012), scelta e postata dalla docente del corso Flavia Bruno sul sito della Fondazione Zoè con cui collabora. Questa è solo una sintesi di quella originale presentata sul forum del Corso, dovendo rispettare per il sito di Fondazione Zoè un numero di battute prestabilito. Sono molto contenta che sia piaciuta: ho dedicato molto tempo alla ricerca di informazioni, loro elaborazione e stesura. Ero già soddisfatta prima a fine lavoro, ora ancora di più.

Perché Darwin? Mi incuriosiva molto conoscere più da vicino il padre dell’evoluzione. Amo la natura e gli animali. Naturalista mancata seguo più documentari possibili: li trovo sorprendenti e strepitosi, ogni giorno si imparano cose nuove. Dopo aver visto la mostra dedicata a Darwin (Rotonda della Besana – 2009), mi sono interessata sempre più a questo favoloso mondo.

Nota introduttiva della docente Flavia Bruno

Nei testi di giornalismo spesso non sono dedicate molte pagine all’intervista, tanto che questo genere sembra assumere aspetti dall’apparenza semplici, ma in realtà è la forma di comunicazione giornalistica più tecnica, dove non esiste la notizia, perché l’intervista è la notizia stessa.
Ci sono delle regole importanti che il giornalista deve conoscere per poterle poi declinare a seconda del personaggio. Capacità personale, concentrazione e attenzione alle parole, creatività, duro lavoro ed esperienza professionale sono elementi fondamentali per la completezza di questa straordinaria opportunità di conoscere se stesso attraverso le parole e le idee di altri, in una parola di incontrarsi, vedersi reciprocamente s’entrevoir.

Furio Colombo, giornalista e scrittore, arriva a questa conclusione “l’intervista è lo strumento giornalistico più arrischiato e imperfetto, dovrebbe avere il ruolo che ha la chirurgia per la medicina: qualcosa a cui si ricorre se non ci sono altre soluzioni”.
Oggi è un genere molto sfruttato tanto da posizionarlo nel giornalismo moderno, ma già Platone nell’antica Atene usa il dialogo perché solo questa struttura narrativa può far conoscere in un modo relativamente immediato la filosofia del suo maestro Socrate: solo il confronto tra due persone può migliorare la conoscenza.

L’intervista immaginaria si annovera nel genere e, per la sua riuscita, un requisito fondamentale è conoscere bene il personaggio che si sceglie, per arrivare a comprendere il suo modo di pensare e acquisire familiarità con la persona fisica e con il suo carattere. Questo tipo d’interviste può assumere l’aspetto di un gioco oppure trasformarsi in un pretesto per un ragionamento serio su particolari questioni politiche, culturali, morali e sociali.

All’interno del corso di laurea in Farmacia, dell’Università Statale di Milano, ogni anno è attivato un modulo sulla ”Comunicazione scientifica” da me diretto.

Studenti del corso di “Comunicazione scientifica” dell’Università Statale di Milano all’interno di uno studio televisivo (CTU Sesto San Giovanni)
Oltre alle lezioni teoriche e ai laboratori organizzati, è aperto un forum di discussione dove gli allievi possono esprimersi e confrontarsi su tematiche presentate a lezione oppure apparse sui media.
Uno degli argomenti segnalati è stato la scrittura di un’intervista immaginaria. Ne riportiamo alcune tra le più indicative.

Interviste immaginarie con personaggi del passato

A SPASSO CON DARWIN

Quattro chiacchiere con l’evoluzione… 

(di Valentina Meschia)

Postato da: Flavia Bruno  – 17 maggio 2012

http://www.fondazionezoe.it/code/14605/10978


Con mia grande sorpresa lungo l’amato Sandwalk, m’imbattei nella sorprendente figura di Charles Robert Darwin, e comodamente seduti su una fredda panchina la nostra insolita chiacchierata ha avuto inizio…

Dottor Darwin, lei è laureato in Teologia e in gioventù assieme a suo fratello Erasmus, ha mostrato di essere sostenitore delle idee conservatrice tipiche dell’800. Com’è arrivato a “L’origine delle specie”, una realtà ben diversa da quella mostrata nella Bibbia?

E’ il risultato di un lungo viaggio, nato in età scolare quando lessi The Natural History and Antiquities of Selborne. Iniziai a collezionare insetti, rocce, minerali e a osservare tutto quello che mi circondava, assieme a mio fratello Erasmus detto Ras. Adoravamo gli esperimenti di chimica: per questo fui soprannominato Gas. Amavo stare all’aria aperta. Iniziai ad andare a caccia e imparai a riconoscere caratteristiche e tracce degli animali. Questo mi preparò al ruolo di naturalista-raccoglitore.

A cosa deve il suo successo?

La mia teoria era accessibile a tutti nonostante fosse un’opera scientifica.
Come mai non fu proposta prima?

I concetti dei filosofi greci e la religione furono grossi freni. Anch’io credevo in tali teorie, ma i fatti mi portarono a ravvedermi. Non fui il primo, ma riuscii a spiegare con chiarezza il processo evolutivo introducendo il concetto di selezione naturale.
Qual è il suo rapporto con la religione?

Più osservavo la natura e più capivo che la Bibbia non aveva basi. L’uomo discendeva da un’unica specie, gli ecosistemi sono in continua evoluzione, e persi la fede. I miei nonni lasciarono un’eredità mista. Per mio nonno Erasmus divina era la Ragione, la Natura il luogo di preghiera e il progresso il suo Profeta. Mio nonno Jos era giunto a una fede unitaria senza Gesù e Trinità. Era al limite dell’ateismo: “un letto di piume per accogliere la caduta di un cristiano”, così mio nonno Erasmus definiva la fede di Jos.

Com’è stato il rapporto con la sua famiglia?

I miei genitori provenivano da famiglie facoltose: non dovevo preoccuparmi di cercare un lavoro. I rapporti con mio padre divennero sempre più rigidi. Con i pazienti era bravo, ma in famiglia era brusco e per mia mamma, Susannah Wedgwood, non fu semplice affiancarlo come segretaria e amanuense. Si sposarono nel 1796 ed ebbero sette figli. Mia madre morì di tumore quando io avevo solo otto anni e questo mi segnò. Le mie sorelle si occuparono della mia istruzione, ma avevano la mano pesante. Ero ribelle, cercavo di attirare sempre l’attenzione. A nove anni fui messo nel collegio già frequentato da Ras: ma gli studi classici non facevano per noi! Mio padre volle che seguissi le sue orme diventando medico, ma trovavo insopportabile assistere agli interventi chirurgici! Mi spedì a Cambridge per diventare pastore. Qui incontrai Stevens Henslow, botanico e geologo, che mi fece conoscere l’aspetto professionale della storia naturale e intraprendere il viaggio sul Beagle.
Ma chi era Charles Darwin?

Un naturalista che non ha mai smesso di ricercare, ma anche un uomo bisognoso di affetto che ha sofferto molto. A vent’anni ero alto, snello, instancabile, con folti capelli rossi. Ogni mattina mi radevo scrupolosamente, lasciando grosse basette rossicce che scendevano fino al mento. Labbra rosse sottoli e occhi castani che osservano tutto. Ci tenevo molto al mio aspetto e mi vestivo sempre all’ultimo. Ero ambizioso. Verso i trent’anni pensai che fosse triste un futuro senza una moglie, così nel 1839 sposai mia cugina Emma Wedgwood, da cui ebbi dieci figli.

Come si potrebbe schematizzare la giornata tipo di Charles Darwin?

Beh, quando non sono impegnato in viaggi e ricerche, diciamo che sono piuttosto abitudinario: la mia indole metodica mi ha aiutato molto nel lavoro. In genere alle 7:45 mi appresto a fare colazione. Dalle 8:00 alle 9:30 lavoro ed è il momento più produttivo della giornata. Poi faccio una pausa di un’ora e sto con mia moglie, Emma mi legge la corrispondenza. Poi fino a mezzogiorno ancora lavoro. Alle 12:00 sia col sole che con la pioggia, freddo e intemperie, passeggio su questo sentiero assieme alla mia cagnetta Polly e prima di rientrare mi fermo nella serra per controllare i miei esperimenti sulle piante. Alle 13:00 pranzo ed è il pasto principale. Fino alle 16:00 mi riposo leggendo i giornali sul divano del soggiorno, sbrigando la corrispondenza nel mio studio, sulla mia grande poltrona accanto al camino; poi vado a letto mentre Emma mi legge le lettere o un romanzo. Alle 16:00 prima di riprendere il lavoro faccio una bella passeggiata. Dalle 16:30 alle 17:30 lavoro ancora un po’. Poi fino alle 19:30 passo ancora del tempo con Emma che mi legge qualcosa e con i miei figli. Cena in famiglia, seguita da un partita a backgammon con Emma e lettura o corrispondenza, mentre mia moglie suona il pianoforte. Per le 22:00 tutti a letto!
Difficoltà incontrate?

Oltre al mal di mare? Il periodo in cui eravamo frenato da religione e vecchi idealismi. Mio padre non mi appoggiò mai. A bordo ebbi molte discussioni con il capitano FitzRoy: la pensavamo diversamente su tutto! Inoltre, il pensiero di lasciare la famiglia mi angosciò, ero depresso e soffrii di palpitazioni cardiache.

Fare il naturalista oggi è più semplice?

Le navi ora sono veloci, comode e dotate di sistemi di navigazione precisi, ma si perde il bello della novità!

Rimpianti?

Non saper disegnare! Per questo annotavo tutto scrivendo descrizioni dettagliate.

Nota biografica: Charles Robert Darwin nasce il 12 febbraio del 1809 a Shrewsbury, Inghilterra. Ancora non sa quale futuro lo attende e come le sue scoperte cambieranno il mondo. Figlio di Robert Darwin, medico, e di Susannah Wedgwood, sua segretaria e amanuense. Proveniente da una famiglia facoltosa e di fama riconosciuta, non deve preoccuparsi del proprio sostentamento. Dopo un primo tentativo alla scuola di Medicina (1827), spinto dal padre nella speranza che i suoi due figli maschi seguissero le sue orme, viene spedito a Cambridge al Christ’s College (1828) dove si laurea in teologia nel 1831. Dal 27 dicembre 1831 al 2 ottobre 1836, Darwin intraprenderà il lungo viaggio attorno al mondo, a bordo del HMS Beagle. Nel 1839 si sposa con sua cugina Emma Wedgwood, da cui avrà dieci figli. Nel 1859 pubblica L’origine delle specie, uno scritto che rivoluzionerà il mondo. Il 19 aprile del 1882, Charles Robert Darwin muore a Down e viene sepolto nell’Abbazia di Westminster.

P.Sìs, L’albero della vita-Fabbri Editori(2003)
A.Desmond, J.Moore, Darwin-Bollati Boringhieri(1992)
J.Miller, B.Van Loon, Darwin.Per cominciare-Feltrinelli(1995)
I.Stone, L’origine.Il romanzo di Charles Darwin-Corbaccio(2009)
N.Eldredge, Alla scoperta dell’albero della vita.Darwin 1809/2009-Codice edizioni(2009)

 Carpe Diem
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