L’uomo sbagliato Erica Arosio – Prologo

La donna vedeva, sentiva, annusava: era in una grotta scura, tiepida e umida e subito dopo si lasciava scivolare, trascinata nel tunnel di un’onda rischiarato dalla luce calda del sole e mille gocce di schiuma di mare la spruzzavano e la rinfrescavano. Poi, riapriva gli occhi e si rituffava in quelli verdi di lui che la guardavano, senza abbandonarla neppure per un secondo, neppure per l’istante di un battito di ciglia. E anche quando abbassava le palpebre, lui la tratteneva e lei si arrendeva a quel piacere che continuava a crescere, perché la calamita dello sguardo di lui le impediva di allontanarsi. E il piacere saliva: ecco, era arrivato il momento. Era pronta. Poteva dirglielo senza parole? Lui avrebbe capito? Aprì gli occhi e lo guardò, come a chiedere aiuto. L’uomo vide lo sguardo scuro di lei farsi cedevole e vulnerabile. Occhi di velluto e di fuoco, arresi.

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Carpe Diem

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