Farmacia: prima tappa per smettere di fumare! – Mercurio/Valentina Meschia

Nota: a differenza dell’articolo pubblicato su Corriere del sud-ovest, questo verte più sulla figura del farmacista e sui farmaci utilizzati

L’intervista

Incontriamo la Dottoressa Simona Molinari, farmacista attiva in questa importante campagna

Dopo l’introduzione della legge Sirchia si è registrato un notevole aumento delle persone che hanno deciso di smettere di fumare. Dai dati risulta che in Italia, i fumatori sono più di 13 milioni: il 98% tenta di smettere di fumare da solo, ma senza un punto di riferimento, nella maggior parte dei casi si ha esito negativo. Da questo e dall’aumentata richiesta, nasce l’importante progetto che vede la farmacia come primo centro antifumo a diretto contatto col fumatore. In collaborazione con l’Istituto dei Tumori di Milano e all’Assessorato alla salute del Comune di Milano, sono state scelte cinque farmacie comunali dislocate sul territorio milanese. Dopo un periodo di accurata formazione presso l’Istituto dei Tumori e affiancati dalla Dottoressa Elena Munarini (Psicologa), le farmacie sono divenute operative e a ottobre hanno festeggiato un anno di attività come centro antifumo.

Dottoressa Molinari, ci può spiegare come nasce questo progetto?

«Vista l’aumentata richiesta di fumatori che volevano provare a smettere di fumare, non riuscendo da soli, si è pensato alla farmacia, essendo il primo presidio sanitario presente sul territorio, per intercettare i fumatori. Il Dottor Aldo Marmotti (Responsabile dei Servizi Professionali Farmacie Comunali), si è messo in contatto col Dottor Boffi pneumologo all’Istituto dei Tumori e con l’Assessorato alla Salute del Comune di Milano, per presentare questo importante progetto. E’ stato accolto e delle 98 farmacie comunali presenti su tutta Milano, sono state scelte 5 farmacie in base alla dislocazione. Abbiamo seguito un periodo di formazione di 20 ore presso l’Istituto dei Tumori, seguiti da un team di professionisti (pneumologo, psicologo, dietologo), per affrontare tutte le sfaccettature del problema e fornire un servizio completo e indipendente».

Quali sono state le difficoltà incontrate in quest’anno di attività?

«Non aver trovato un grande appoggio dai medici di base, nonostante abbiamo consegnato una lettera e del materiale informativo. Ci aspettavamo più riscontro. C’è anche da dire che la maggior parte dei clienti che chiedono di questo servizio sono fuori zona. Io vorrei rassicurare i clienti che è garantita la privacy e non si creano preconcetti, e non devono per così dire vergognarsi o avere timore di essere giudicati».

Il farmacista quindi assume un ruolo sempre più importante?

«Sì. Il farmacista s’impegna anche a informare i suoi clienti per una corretta prevenzione. Ad esempio: fumatori che assumono farmaci per l’asma, devo fare attenzione perché tali farmaci vengono inattivati dal fumo. E’ importante far passare almeno 20 minuti tra l’inalazione e la sigaretta. Oppure le donne fumatrici che prendono contraccettivi orali dovrebbero smettere di fumare perché aumenta il rischio di avere un infarto o un ictus».

Quali sono i farmaci consigliati e con miglior compliance?

«Sono tre le classi di farmaci utilizzate. Senza obbligo di ricetta (OTC), abbiamo la terapia nicotina sostitutiva, comprendente gomme, non adatte a persone con problemi ai denti come gli anziani o che soffrono di gastriti; inaler, costituito da un bocchino in cui vengono inserite delle cartucce contenenti nicotina, usata soprattutto per chi sente il bisogno di avere la sigaretta fra le dita, e i cerotti che sono senza dubbio quelli con miglior compliance. Farmaci con l’obbligo di ricetta sono la Variniclina (Champix), agonista parziale e selettivo dei recettori nicotinici a2 e b2, di origine naturale, ma con bassa compliance a causa degli effetti collaterali come nausea, cefalea, insonnia, consigliato di prenderlo dopo i pasti; infine l’ultimo farmaco è il Bupropione (Zybadan), un buon farmaco, ma ha scarsa compliance perché fa parte degli antidepressivi e la gente non lo accetta».

 Pubblicato: su Mercurio Gen-Marzo 2012

Valentina Meschia

(Studentessa Facoltà di Farmacia di Milano)

Carpe Diem

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